Non è più soltanto una sensazione. Le segnalazioni di attacchi e comportamenti aggressivi si moltiplicano, soprattutto in questo periodo dell’anno, quando gli adulti difendono i pulli. Ma insieme agli assalti aumentano anche le incursioni nei cestini dei rifiuti, i raid tra i tavolini dei bar, il frastuono del gracchio e le proteste dei residenti. Un allarme diffuso in tutti i quartieri, da Genneruxi al Quartiere Europeo, dal Quartiere del Sole a Castello, al punto che un gruppo di cittadini ha inviato agli enti competenti per chiedere «un intervento urgente e risolutivo». Questo perché, essendo la cornacchia una specie protetta dalla legge (del 1992), i privati cittadini non possono intervenire con metodi di contenimento, abbattimento o rimozione dei nidi.

La Città metropolitana allora lancia un piano (triennale, 2026-2028) di contenimento, già approvato da Ispra e Regione: l’idea è di abbattere non oltre 5000 esemplari e tra le ipotesi c’è anche l’utilizzo del fucile (come ultima possibilità) esclusivamente da parte di personale formato e autorizzato. La domanda, quindi, è: si potrà sparare anche in città? Per esempio all’interno dei Siti Natura 2000, come Santa Gilla, Molentargius, Calamosca, Cala Fighera, oppure si potrà soltanto nelle aree agricole attorno alla città?