Al centro della dura contestazione c'è la natura stessa della competizione: "Il Mondiale è una competizione che non può essere ceduta a soggetti terzi. Vi partecipano calciatori che appartengono ai club e la Fifa non paga un euro per loro", ha tuonato Tebas, sottolineando come l'operazione avrebbe aggravato ulteriormente la pressione sul calendario internazionale a discapito dei campionati nazionali. Definendo Infantino "una persona arrogante e profondamente ignorante" che vive circondato da adulatori, Tebas ha criticato anche il silenzio complice delle confederazioni e l'atteggiamento prudente delle leghe europee, puntando il dito contro chi, come Nasser Al-Khelaifi, si sarebbe prestato a un gioco capace di danneggiare l'intero sistema calcistico.