L’iter autorizzativo per la realizzazione dei bracci frangiflutti a tutela della costa di Calopezzati subisce una pesante battuta d’arresto, riportando indietro le lancette dell’orologio burocratico e scatenando la dura reazione dell’amministrazione comunale. A sollevare il caso è il sindaco Antonello Edoardo Giudiceandrea, che punta l’indice contro i ritardi e le omissioni degli uffici della Cittadella regionale, responsabili del mancato completamento del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) necessario per l’avvio dei lavori di difesa a mare.
“Gli uffici regionali fanno sapere che il procedimento autorizzativo per i pennelli frangiflutti di Calopezzati deve ripartire dalla conferenza di servizi. Una comunicazione amministrativa di poche righe riporta indietro di tre anni un’opera finanziata nel 2017 e riapre passaggi già celebrati, già istruiti, già pagati con tempo pubblico. La vicenda è purtroppo nota. Nel 2017 il Comune ottiene il finanziamento di due lotti per la difesa costiera in mare, quattro milioni complessivi, in gestione commissariale e quindi diretta. Nel 2019 viene nominato il responsabile unico del procedimento. Nel 2023 la progettazione esecutiva è pronta e prevede cinque più cinque pennelli curvi. Da quel momento manca un solo atto per andare in gara: il PAUR, il provvedimento autorizzatorio unico regionale, coordinato dal Dipartimento Ambiente della Regione Calabria. Nel gennaio 2025 il RUP comunica che resta da chiarire l’interferenza di pochi metri quadrati di Posidonia oceanica con uno dei manufatti. Nel frattempo il prezziario regionale viene aggiornato al rialzo mentre lo stanziamento resta quello di otto anni prima: i pennelli scendono da dieci a nove e diventano più piccoli. In Consiglio comunale viene indicata la primavera 2026 come data di avvio dei lavori. La primavera arriva puntualmente, gli escavatori no. Oggi apprendiamo che il traguardo si sposta all’indietro” spiega Giudiceandrea.










