Paolo Lambertini, presidente dell’Associazione dei famigliari delle vittime del 2 Agosto, aveva auspicato alla vigilia delle commemorazioni, che Giorgia Meloni lo dicesse. Pronunciasse “strage fascista” come gli esponenti di Fratelli d’Italia faticano a dire per la bomba che nel 1980 esplose alla stazione uccidendo 85 persone e ferendone oltre 200. Lambertini, alla sua prima manifestazione da presidente sul palco, aveva detto: «Spero che nel messaggio la presidente del Consiglio riesca a dire che si è trattato di una strage fascista, spero che riesca a sbloccare questa cosa a livello verbale, perché questo dicono tutte le sentenze, tutti i vari gradi di giudizio, ci aspettiamo che abbia il coraggio di tagliare con il passato». Così oggi, in attesa delle parole della premier, sono intervenuti molti esponenti del governo, per ricordare il Due Agosto: i leghisti Molteni e Fontana hanno parlato di “strage di matrice neofascista”, come ha fatto Tajani, ministro di Forza Italia.
LA CRONACA La commemorazione della strage
Il messaggio di La Russa
Poi sono arrivate le parole di Ignazio La Russa, presidente del Senato che proprio qui, nel cuore della città, a Palazzo d’Accursio aveva ricordato, per l’anniversario della scomparsa, “il camerata Marcello Bignami”, padre di Galeazzo, capogruppo dei deputati di FdI. Oggi il presidente del Senato ha fatto una nota, dove parla di matrice fascista, ma mettendoci le virgolette e auspicando che s’indaghi ancora. Ecco le sue parole postate su Facebook: «In occasione del 46º anniversario della strage di Bologna rinnoviamo un sentito omaggio alla memoria delle vittime e ai loro familiari. È doveroso ricordare nuovamente che la verità giudiziaria ha attribuito con sentenza definitiva alla "matrice fascista" la responsabilità di questa orribile strage. È altrettanto doveroso unirsi alla richiesta che viene da più parti di proseguire nella ricerca della completa verità. Lo dobbiamo all'Italia».












