Si alimenta il dibattito etico e politico in Calabria attorno alla campagna d’iniziativa popolare “Liberi Subito”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni e sostenuta da Marco Cappato per regolamentare a livello regionale le procedure sul suicidio assistito. In un’articolata nota di replica inviata alla stampa, Maria Cariati del Comitato Prolife Insieme esprime profonda contrarietà nei confronti dell’iniziativa, contestandone la ratio e la pertinenza con le reali emergenze del territorio calabrese.

“È in atto la raccolta di firme per la proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito” ad opera dell’associazione Luca Coscioni, con lo scopo di regolamentare le procedure per il suicidio assistito. In altre regioni, l’ obiettivo è stato già raggiunto; in Calabria le cose procedono a rilento, perciò la suddetta associazione spinge su questa iniziativa per ovviare al tentativo del Governo di cancellare i diritti esistenti e fare sì che il diritto all’ Aiuto alla Morte Volontaria (riconosciuto dalla Consulta) non dipenda dal luogo in cui si vive ( come è già stato chiesto per l Aborto, non è vero?); sembra un paradosso, ma tant’ è. Poiché sono nata in Calabria, la notizia provoca in me sentimenti di sdegno e di ripulsa.Provo a spiegarne i motivi” evidenzia Cariati.