Contratti stagionali, a tempo determinato, intermittenti e in somministrazione. Sono quelli che maggiormente sono stati sottoscritti nei primi mesi di questo 2026 anche in Sardegna.

I dati diffusi a livello nazionale tracciano un quadro preoccupante: il 77,8% delle attivazioni del primo trimestre 2026 riguarda contratti a termine, stagionali, somministrati o intermittenti. Andando nel dettaglio la situazione non è rosea: nel primo trimestre 2026 le assunzioni nel settore privato sono rimaste stabili, ma sono aumentati proprio i contratti stagionali, intermittenti e in somministrazione, di contro sono diminuiti sia i contratti a tempo indeterminato che le trasformazioni verso il tempo indeterminato che complessivamente sono scese a 202.000, circa 15.000 in meno rispetto al 2025.

«Questo quadro rispecchia anche la situazione nell'Isola – sottolinea la Uil Sardegna – ma non si hanno dati precisi. In Sardegna il Sistema informativo del lavoro (Sil) continua ad aggiornare mensilmente i movimenti occupazionali, ma non pubblica ancora un conteggio regionale dei precari suddiviso per settore».

Per l'agricoltura, ad esempio, il dato più recente disponibile sulla Sardegna conferma 23.796 operai agricoli, di cui 16.778 operai a tempo determinato, pari al 70,5% del totale.