Una scommessa che vale almeno 130 miliardi di dollari, destinati secondo gli analisti a salire a oltre 200 entro il 2027.

Che pone Meta, il colosso dei social media, al bivio tra cogliere negli anni i successi della rivoluzione dell’Ai o veder crollare i margini sotto il peso della zavorra degli elevati investimenti per aggiudicarsi un posto nell’empireo dei dominatori del business dell’intelligenza artificiale.

E sono proprio i capex che dovrebbero attestarsi quest’anno nella forchetta tra 130 e 145 miliardi (con la parte bassa alzata da 125 miliardi di recente) a preoccupare gli investitori, attanagliati dai dubbi se tanto sforzo verrà ripagato dai rendimenti attesi della new wave tecnologica.

Prevale l’incertezza Per ora prevalgono le incertezze. È bastato constatare il crollo del free cash flow dell’azienda di Menlo Park, caduto a meno di 800 milioni di dollari dagli 8 miliardi precedenti nei conti del secondo trimestre, pubblicati mercoledì 29 a Wall Street, per innescare una nuova ondata di vendite.

Il titolo, sceso nell’After Hours di oltre il 5%, ha proseguito la caduta nella seduta di giovedì 30 perdendo l’8%.