HomeAnconaCronacaGiù il chiosco e alberi abbattuti. Il Piano insorge contro il progetto. E nel bar si raccolgono le firmeIl Comune vuole demolire lo Speedy Bar di via Cristoforo Colombo e contestualmente verranno tagliate le piante attorno che offrono ombra. Loretta Boni del Ctp: "Unico pezzo di verde in una via caotica".Si raccolgono firme contro la demolizione del chiosco che ospita lo Speedy BarRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLo Speedy Bar e la sua isola di alberi centenari su via Cristoforo Colombo hanno i giorni contati, e il Piano si mobilita: al bancone del locale è partita una raccolta firme per salvare il verde, mentre il Ctp chiede al sindaco un confronto sul progetto che ridisegnerà l’intera area del mercato. Il piano, ereditato dalla giunta Mancinelli e ora in fase di attuazione, prevede la demolizione della storica struttura del bar: al suo posto sorgerà un edificio commerciale — "una sorta di parallelepipedo", lo descrive Loretta Boni del Ctp — destinato a occupare l’intero fronte, da un capo all’altro del marciapiede di via Cristoforo Colombo, e da lottizzare in negozi e uffici.
Il locale troverà spazio nel nuovo mercato coperto ormai quasi ultimato con i fondi Pnrr sull’ex campetto — lo spazio dietro al mercato dove i ragazzi del quartiere andavano a giocare —, mentre nell’area dell’attuale parcheggio dietro piazza d’Armi è previsto un grande supermercato con parcheggio sotterraneo. In cambio, un’area verde accanto al supermercato. Ma per arrivarci cadranno gli alberi del bar. Ed è qui che il quartiere insorge. "Utilizzare l’unico pezzetto di verde di una via trafficata e caotica per altro cemento, abbattendo alberi ormai centenari che fanno tanta ombra, va proprio in controtendenza — attacca Boni —. Con il cambiamento climatico, accanto alle isole di calore andrebbero pensate isole che il calore lo contrastano". Sulla compensazione promessa, il precedente che spaventa è recente: "Il timore è che finisca come a Valle Miano: un’area verde che doveva servire il quartiere ed è inesistente, con i giochi per bambini relegati in un angolo dove non va nessuno". Da qui le richieste: "Non abbattete quegli alberi, anzi: fate un parco nell’area dietro al bar, perché di verde non ne abbiamo bisogno di meno, ne abbiamo bisogno di più". E una politica del verde che oggi manca: "Non abbiamo una mappatura degli alberi, non un regolamento, non un piano: il verde ad Ancona è la Cenerentola. Servono fondi in bilancio". Dal canto suo il titolare, Luca Tittarelli, conferma che l’attività non chiuderà: l’accordo per il trasferimento nel mercato coperto c’è già. Ma il punto, per lui, è un altro: "Si andrà a stravolgere una struttura storica della città". E intanto il registro delle firme si riempie oltre ogni attesa: "Sta venendo gente da ovunque, perfino da Falconara, persone che in questo bar non erano mai entrate. Sta risvegliando una coscienza comune che non mi aspettavo". Le sottoscrizioni valide richiedono la residenza ad Ancona, ma il flusso non si ferma: "Ho firmato anche io — sorride Boni —. Il numero non lo so ancora, ma sta andando molto bene". La palla ora passa al sindaco. "Abbiamo sempre chiesto che sui progetti urbanistici che impattano sui quartieri i Ctp vengano sentiti — chiude Boni —. Adesso c’è il Pug, il piano urbanistico generale: vediamo se riusciremo a farci sentire".






