Più innovazione, imprese più strutturate e una capacità di adattamento che ha consentito al commercio di affrontare anni complessi senza perdere il proprio ruolo nell’economia. È questa la fotografia che emerge dal Rapporto 2026 sul commercio dell’Ufficio Studi Confcommercio, che descrive un settore in profonda evoluzione, chiamato a rispondere ai cambiamenti delle abitudini di consumo, della demografia e del contesto economico. Una trasformazione che offre nuove opportunità, ma che richiede anche politiche di sostegno per evitare il progressivo impoverimento del commercio di prossimità.
Negli ultimi sette anni il commercio al dettaglio ha registrato una riduzione del 14,4% dei punti vendita, mentre gli addetti sono diminuiti solo dell’1,8%, segno di imprese mediamente più grandi, efficienti e produttive. Crescono e-commerce, società di capitale e produttività del lavoro, ma continua il ridimensionamento dei negozi di vicinato e del commercio ambulante, con ripercussioni sulla vitalità dei centri storici.
Anche Ferrara segue questa tendenza. Nel 2025 gli esercizi ambulanti attivi in provincia sono scesi a 407, con un calo del 38% rispetto al 2020. Secondo l’Osservatorio dell’Economia della Camera di Commercio Ferrara-Ravenna, al 30 giugno 2026 le localizzazioni attive del commercio sono 7.450 (-3,5%), mentre gli addetti restano sostanzialmente stabili a quota 17.600 (-0,2%). Migliora inoltre il saldo tra iscrizioni e cessazioni d’impresa e le vendite del 2025 chiudono con un lieve incremento (+0,03%), sostenute dalla grande distribuzione e dal comparto alimentare.








