Stavolta l’intrusione è andata a buon fine. Al punto di essere stato colto sul fatto. Non accenna ad arrestarsi l’ondata di escalation con cui dall’esterno i detenuti nella casa circondariale della Dogaia vengono sistematicamente riforniti di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti. Tanto da costringere, una volta di più, la procura a parlare di un "tasso elevatissimo di illegalità" che attornia il carcere di Prato.

A questo giro, l’attività investigativa è culminata col rinvenimento di uno smartphone nella camera di sicurezza di un detenuto ristretto nella sezione isolamento del reparto media sicurezza. Proprio nello stesso momento in cui la persona stava effettuando una chiamata, munito peraltro di agendina "densa" di recapiti telefonici. L’episodio fa il paio con quello del giorno dopo, quando nella sesta sezione, sempre nel reparto media sicurezza, sono finiti sotto sequestro trenta grammi di cocaina e dieci di hashish.

Per la procura guidata da Luca Tescaroli questi "rinvenimenti dimostrano l’efficacia delle investigazioni, e al contempo la notevole gravità della situazione esistente nella struttura carceraria rivelata dai sequestri effettuati". In rigoroso ordine cronologico.