Tre episodi nel giro di due settimane. Droga e cellulari ritrovati (ancora) all’interno del carcere di Opera. Le operazioni in serie della polizia penitenziaria dimostrano da un lato che l’attenzione degli agenti resta altissima su questo fronte, ma dall’altro sono lì a raccontare dei continui tentativi (a volte riusciti, spesso intercettati e bloccati) di introdurre stupefacenti e telefoni nella casa di reclusione alle porte di Milano. Il primo blitz, stando a quanto riferito dal sindacato Sinappe, è andato in scena il 22 maggio, quando le guardie addette al controllo dei pacchi in arrivo dai familiari hanno scovato negli angoli della bordatura di un paio di lenzuola circa 19 grammi di droga "destinata a un detenuto" in regime di media sicurezza.

Nei giorni successivi, il segretario regionale del sindacato Carmelo Lo Pinto ha inviato una lettera alla direttrice del carcere Rosalia Marino per chiederle di "avviare le procedura per una ricompensa" degli agenti che hanno effettuato il blitz nel reparto colloqui. Non è finita. Sì, perché, come si legge in un altro comunicato del Sinappe, tre giorni fa gli investigatori della penitenziaria, coordinati dal comandante Felice De Chiara, hanno sequestrato 80 grammi di hashish a un recluso italiano: la sostanza era stata già suddivisa in dosi, "presumibilmente destinata allo spaccio tra la popolazione detenuta". "Questi episodi – l’allarme di Lo Pinto – stanno purtroppo diventando sempre più frequenti e rappresentano un fenomeno estremamente preoccupante. All’interno degli istituti penitenziari, il valore delle sostanze stupefacenti può arrivare a moltiplicarsi fino a cinque volte rispetto al prezzo del mercato esterno, almentando vere e proprie piazze di spaccio clandestine". Lo dimostra il tariffario ricostruito dagli agenti nella recentissima inchiesta "Sentinella": fino a 100 euro al grammo per l’hashish e 500 per lo stesso quantitativo di cocaina (disponibile anche a 150 euro nella versione tagliata con farmaci o altre sostanze); 100 euro per una sim intestata a una persona fittizia; microcellulari a 800 euro e smartphone fino a duemila, con un affitto quotidiano a quota 300. A proposito di telefoni, ieri pomeriggio ne sono stati trovati due nel locale docce: erano privi di sim, uno stratagemma usato da chi li utilizza per non incorrere in reati.