Impetuoso e passionale, dalla voce prodigiosa, ricca di sfumature e colori, capace di emozionare come raramente accade. Dopo il trionfo scaligero in Turandot Roberto Alagna torna in Italia per cantare con il soprano Alexandra Kurzak, sua moglie, in Aida nell’allestimento storico di Zeffirelli all’Arena di Verona (debutto l’8 agosto). Nato in Francia dove vive, in una famiglia di origini siciliane, il tenore sessantenne nella sua interpretazione di Calaf, ha dimostrato una forma vocale e fisica perfetta accompagnata da un’empatia che lo allontana dal mito della star.

Ben tornato da noi... "Questa volta canto Radames, la prima volta, è stato oltre vent’anni fa in Danimarca poi New York, alla Scala e in tanti teatri al mondo. Ci sono figure verdiane con cui ho un’affinità particolare, ad Alfredo ho dedicato i primi tre anni della mia carriera: l’ho portato in scena duecento volte e proprio cantando Traviata sono arrivato alla Scala. Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini fanno parte della mia vita, non c’è mai stata stagione in cui non ho interpretato uno dei loro personaggi. So di essere stato fortunato, non a tutti capita una carriera così fitta".

Radames non è romantico? "Ricordo che un giorno mentre provavo Aida con Franco Zeffirelli lui mi disse di pensarlo come un guerriero ma per me Radames è Romeo, un poeta innamorato di Aida, la sua Giulietta. Il loro è un amore impossibile che li porta alla morte, Radames è nobile e fiero con un senso dell’onore impeccabile. Non tradisce la sua amata e resta con lei fino alla fine".