Ferrara, 2 agosto 2026 – Dalla tuta blu alla maglietta, prima da calciatore, ora da tabaccaio. Al suo fianco la moglie Elena, un bel caschetto biondo, il sorriso. “L’idea è stata mia”, rivendica lei, un’occhiata al marito. Cristiano ‘Bubu’ Cappellari, 30 anni di lavoro alla Berco, sindacalista, in prima fila davanti ai cancelli, a urlare la sua rabbia contro i tagli di posti di lavoro, a dire no alla chiusura dello stabilimento.
Dal calcio al tabacchi
“Giorni d’ansia, sentivi un peso sullo stomaco, sul cuore”, e ha detto basta. “È stato un salto nel vuoto. Nella mia vita avevo fatto l’operaio, la fabbrica il mio mondo. Non sapevo niente di negozi. Ma ci sono riuscito e adesso sono qui”. I capelli ricci al bancone della tabaccheria, la chiesa di Pontelagoscuro, la piazza. Segnava quando indossava la maglia della Copparese – sponsorizzata Berco –, dell’Ostellato, del Masi San Giacomo.
L’ultimo gol, il tempo giusto per capire quando passare la palla, tra gratta e vinci e ‘bionde’, schedine e souvenir. “Il mio pensiero, il mio cuore è rimasto là, oltre quel cancello, al reparto, i miei colleghi. Bravi ragazzi. Spero che tutto vada bene anche a loro”, il suo augurio, mentre laggiù a Copparo i riflettori sono accesi. Una delle tante manifestazioni durante la crisi della Berco






