HomeBolognaCronacaDue Agosto, lo strazio di papà Horst: “Qui ritrovo i mie due figli morti”L’uomo è di nuovo a Bologna, 46 anni dopo. Nello scoppio perse la vita anche la moglie Margret. Il ricordo tra le lacrime: “Ho il cuore pesante”. Oggi la cerimonia e il corteo fino alla stazionePapà Horst Mäder, oggi 82enneRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciBologna, 2 agosto 2026 – “Tornare qui, a Bologna, significa ricongiungermi con la mia famiglia”. Quella famiglia che gli è stata portata via nell’attentato neofascista che il 2 agosto 1980 colpì la stazione centrale. Oggi ricorre il 46esimo anniversario della strage che provocò 85 morti e oltre 200 feriti. Tra chi perse la vita, ci sono due (dei sette) eterni bambini tedeschi che si trovavano allo scalo per fare rientro in Germania: Kai, 8 anni, e Eckhdart, 14 anni. Entrambi morirono nello scoppio, con la mamma Margret.

"Venire qui significa rincontrare la mia famiglia”

A salvarsi furono il papà Horst Mäder, oggi 82enne, e il primogenito Holder. L’uomo scavò a mani nude sotto le macerie per estrarre il figlio più grande vivo. Il ragazzo rimase gravemente ferito, ma si salvò. E nonostante siano passati 46 anni dall’esplosione della bomba, per Horst Mader il dolore non passa mai. Gli occhi si riempiono di lacrime e la voce singhiozza ancora: “Venire qui – dice alla cerimonia ufficiale a Villa Torchi in memoria dei sette bambini che persero la vita nell’attentato, sotto una lapide che riporta i loro nomi e le loro età – significa rincontrare la mia famiglia”. Horst si posa la mano sul cuore: “Sono qui con il cuore pesante – confessa -. Penso a tutti i defunti, soprattutto ai bambini, che sono il più grande bene che le persone possano avere. Noi li portiamo sempre nel nostro cuore”. La commozione non è dettata solo dalla scomparsa dei suoi figli, “ma anche da quella degli altri”.