La storia dell’alto ufficiale dell’Aeronautica con misteriosi incarichi Nato che aveva ospitato il brigatista Prospero Gallinari nell’anno del sequestro e omicidio di Aldo Moro risale al 2017 e finora era stato un segreto rimpallato tra commissione parlamentare d’inchiesta e magistratura romana. Ora non più, dato che il giudice per l’udienza preliminare Francesco Patrono ha ordinato alla procura di approfondire le indagini.

La vicenda ha contorni misteriosi e inquietanti, a cominciare dalla sua “fuga” dal carcere nel 1977, pilotata dai servizi segreti. Ancor più sorprendente è la figura di Fabio Milioni, l’ufficiale dell’Aeronautica che l’anno dopo lo ospita a Roma. Adriana Faranda era amica stretta di sua moglie, Silvia Salvetti, femminista militante. Anche lui frequentava le focose assemblee del Movimento dal ’68 in poi. Intanto diventò ufficiale dell’Aeronautica e si occupò di materie sempre più delicate, ottenendo i massimi livelli del nullaosta di sicurezza. «Ero contemporaneamente anche Ufficiale in divisa ed operavo in settori sensibili per cui era imbarazzante vivere in quell’ambiente. Ovviamente ci andavo in borghese. Poiché mi viene chiesto, io non ho aderito né presenziato ad alcun collettivo, ma ovviamente li conoscevo tutti poiché Lettere era un centro nevralgico». Ufficiale e gruppettaro, ma con accesso ai massimi segreti delle forze armate. Lo mette bene in chiaro quando inizia l’interrogatorio: «In Aeronautica lavoravo in ambito interforze e la mia attività è coperta dal Segreto di Stato». Ebbene, nel 1978, anno del sequestro Moro, a Milioni, curiosa figura di fricchettone in divisa, a un certo punto gli viene chiesto da un intermediario di ospitare un latitante dell’eversione rossa. E lui lo fa senza problemi. Dice: «Nello spirito del tempo accettammo e io incontrai ad una fermata di autobus dopo l’ospedale Santo Spirito un uomo che si presentò con un nome di battesimo, chiaramente non vero. Non lo avevo mai visto primo. Ma da tutto quello che successe negli anni successivi lo individuo senza dubbio in Valerio Morucci».