Sulla prestigiosa rivista scientifica americana Mdpi– Multidisciplinare Digital Publisching Institute sono stati recentemente pubblicati i risultati di un’indagine eseguita su un vasto campione di pazienti fibromialgici che getta una nuova luce sulla malattia che nel nostro Paese affligge più di un milione di persone. L’indagine promossa dalla Cfu-Italia e dalla Fondazione Isal-Ricerca sul dolore ha fornito risultati inequivocabili sulla malattia e soprattutto sulle cure erogate. Innanzitutto è stato confermato che la fibromialgia è una malattia che riguarda in modo pressoché esclusivo il genere femminile (90% dei casi) ma che non ha differenze significative nella tipologia dei sintomi e nella progressione nei due generi. Fra i novemila partecipanti all’indagine è emerso che l’età media è di 52 anni e che l’insorgenza del dolore è avvenuta nei 10 anni precedenti; inoltre il 70% ha dichiarato che i sintomi sono medio-gravi e il 61% ha affermato di aver cambiato le proprie abitudini alimentari. I sintomi riferiti più gravosi sono il dolore persistente, la stanchezza cronica, l’insonnia e la perdita dell’attenzione. Infine è emerso che la sede prevalente del dolore è rappresentata dall’area vertebrale anche se possono essere interessati altri territori (anche contemporaneamente) quali gli arti inferiori (nel 60% dei casi). Un altro dato significativo infine è rappresentato dal riscontro che l’81% del campione (circa 6.000 soggetti) fa uso di farmaci analgesici e il 22% di cannabis con risultati per lo più moderati.
Una luce in più e un aiuto per curare la fibromialgia
Sulla prestigiosa rivista scientifica americana Mdpi– Multidisciplinare Digital Publisching Institute sono stati recentemente pubblicati i risultati di un’indagine eseguita su un vasto campione di pazienti fibromialgici che getta una nuova luce sulla malattia che nel nostro Paese affligge più di un milione di persone. L’indagine promossa dalla Cfu-Italia e dalla Fondazione Isal-Ricerca sul dolore ha fornito risultati inequivocabili sulla malattia e soprattutto sulle cure erogate. Innanzitutto è stato confermato che la fibromialgia è una malattia che riguarda in modo pressoché esclusivo il genere femminile (90% dei casi) ma che non ha differenze significative nella tipologia dei sintomi e nella progressione nei due generi. Fra i novemila partecipanti all’indagine è emerso che l’età media è di 52 anni e che l’insorgenza del dolore è avvenuta nei 10 anni precedenti; inoltre il 70% ha dichiarato che i sintomi sono medio-gravi e il 61% ha affermato di aver cambiato le proprie abitudini alimentari. I sintomi riferiti più gravosi sono il dolore persistente, la stanchezza cronica, l’insonnia e la perdita dell’attenzione. Infine è emerso che la sede prevalente del dolore è rappresentata dall’area vertebrale anche se possono essere interessati altri territori (anche contemporaneamente) quali gli arti inferiori (nel 60% dei casi). Un altro dato significativo infine è rappresentato dal riscontro che l’81% del campione (circa 6.000 soggetti) fa uso di farmaci analgesici e il 22% di cannabis con risultati per lo più moderati.









