In Sicilia esiste una categoria che non compare nei libri di economia, ma che puntualmente riappare ogni volta che si apre una finestra sul futuro. Li chiameremo, con un sorriso, i Professionisti del No.
Sono quelli che si oppongono a tutto. Se arriva un investimento, parlano di svendita. Se si presenta un grande operatore internazionale, evocano pericoli. Se un’infrastruttura può crescere, improvvisamente diventa intoccabile. La loro risposta è sempre la stessa: no.
Il problema è che la storia insegna una lezione semplice: la paura non ha mai creato sviluppo.
È per questo che il dibattito sulla privatizzazione della Sac non riguarda soltanto l’aeroporto di Catania. Riguarda il futuro della Sicilia.
I fatti sono chiari. La procedura prosegue con dieci gruppi nazionali e internazionali ammessi alla fase successiva. E soprattutto è stato fissato un principio fondamentale: non vincerà chi offrirà di più, ma chi presenterà il miglior progetto industriale per far crescere gli aeroporti siciliani.









