In occasione del raduno azzurro, Marcell Hacobs ha fatto il punto a cinque anni esatti dall’impresa di Tokyo, confermando di star sentendo le medesime sensazioni. E puntando dritto al terzo Mondiale sui 100 metri.
Marcell Jacobs sorridente con un soddisfatto presidente FIDAL, Stefano Mei
Il 1° agosto 2026 cade esattamente a cinque anni dal giorno in cui Marcell Jacobs ha riscritto la storia dell’atletica italiana. Il 1° agosto 2021, allo Stadio Nazionale di Tokyo, fermò il cronometro a 9″80 e conquistò l’oro olimpico nei 100 metri, il primo di sempre da parte di un italiano nella specialità regina. Quel risultato, seguito a breve distanza dal successo nella staffetta azzurra della 4×100, lo proiettò nell’Olimpo dello sprint mondiale. Oggi, a margine del raduno delle staffette azzurre al Casal del Marmo di Roma, il campione azzurro ha guardato a quella data con un equilibrio e un distacco consapevole: "È stato un momento incredibile e che mi ha cambiato la vita, ma ora sono passati 5 anni e non voglio guardare troppo al passato".
Le parole, pronunciate a cinque anni esatti di distanza, riassumono lo stato d’animo di uno Jacobs che ha attraversato fasi alterne e che ora punta con decisione al presente. Alla domanda se sia tornato "quello di Tokyo", ha risposto senza esitazioni: "Io ho avuto alti e bassi, ma non me ne sono mai andato. Il 2025 è stato un anno difficile, ma il ’24 fu positivo. Non è che vengo da due anni dove non ho fatto nulla". Sulla stagione in corso ha aggiunto: "Sta andando bene, ho sempre detto che l’obiettivo di questa stagione sarebbero stati gli europei. Ora rifiniamo, voglio il terzo titolo". Jacobs con il tempo con cui ha conquistato il 1 agosto 2021 l'oro olimpico Marcell Jacobs, gli anni delle difficoltà e il bivio cruciale del 2025 Dopo l’apice olimpico, la carriera di Marcell Jacobs ha conosciuto una fase di consolidamento mista a ostacoli: nel 2024, con un quinto posto nella finale olimpica di Parigi in 9″85 e diversi crono sotto i 10 secondi, aveva dimostrato di poter ancora competere ai massimi livelli ma il 2025 si è rivelato a dir poco complesso. Infortuni ricorrenti, una condizione fisica e mentale non sempre ottimali e risultati al di sotto delle aspettative hanno portato a un momento di riflessione profonda che è culminata con la delusione ai Mondiali di Tokyo 2025 per una eliminazione in semifinale con 10″16 che ha pesato.









