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7 MAGGIO 2026

Ultimo aggiornamento: 11:49

“La sera prima della gara mi sono svegliato alle 4 e la giornata sembrava non finisse mai”. L’atleta bresciano Marcell Jacobs, oro nei 100 metri il primo agosto 2021 e nella staffetta 4×100 il 6 agosto dello stesso anno all’Olimpiade di Tokyo, è tornato a parlare del suo storico trionfo in una lunga intervista a Sette vite, il podcast di Hoara Borselli, dove ha raccontato la sua carriera e come è arrivato a vincere due ori olimpici: “Ero supervivace, forse troppo e per questo mia mamma mi ha lanciato nello sport, facendomene provare i più possibili e ha fatto bene. Ero un bambino allegro, giocoso, divertente”.

Jacobs ha scoperto di essere un predestinato nell’atletica giocando a calcio. “Stavo giocando come ala destra – racconta -, dovevo correre su e giù tutto il tempo. Un giorno, l’allenatore venne da me e mi disse: ‘Tu qui sei sprecato, sei superveloce, mentre con la palla non te la cavi benissimo, perché non provi atletica?’. Alla prima gara, nonostante avessi perso una scarpa in partenza, ho vinto, rendendomi conto che avevo una dote”. Ma il suo idolo era Carl Lewis, un saltatore: “Ho puntato tutto sul salto in lungo, ma una serie di infortuni non mi hanno più permesso di allenarmi. E siccome correvo già sui dieci secondi ho capito che affinando la tecnica potevo fare meglio”.