Washington, 1 agosto 2026 – La Cina ha testato il missile che può colpire direttamente gli Stati Uniti. Si tratta del JL-3 ed è l’arma che cambia gli equilibri della deterrenza nucleare nel Pacifico. A inizio luglio è stato eseguito il lancio di prova è stato la dimostrazione che la Cina ha gli strumenti per poter raggiungere il continente americano senza che i suoi sottomarini debbano allontanarsi dalle proprie acque territoriali. Il test del nuovo missile balistico lanciato da sommergibile JL-3 rappresenta uno dei passaggi più significativi dello sviluppo nucleare di Pechino degli ultimi decenni e segna un salto strategico destinato a incidere sugli equilibri globali. Infatti se fino a pochi anni fa i sottomarini cinesi avevano una gittata limitata, e per poter essere considerati una minaccia per il territorio americano dovevano esporsi oltre la cosiddetta “prima catena di isole”, quella oltre Taiwan tra Giappone e Filippine, ed entrare nel Pacifico fino quasi a Guam, ora lo scenario cambia radicalmente. In un contesto dominato dalla competizione tra Cina e Stati Uniti, con al centro Taiwan, il messaggio inviato da Pechino è molto chiaro, e la capacità di rappresaglia nucleare diventa molto credibile. Secondo quanto ricostruito dal South China Morning Post, il 6 luglio la marina dell’Esercito popolare di liberazione ha effettuato il primo test confermato di un missile balistico lanciato da un sottomarino dal lontano 1982 e il primo noto eseguito da un sottomarino nucleare. Il missile, dotato di una testata d'addestramento, ha percorso circa 8.000 chilometri fino a precipitare in mare in un’area designata dell'oceano Pacifico. Le autorità cinesi non hanno ufficialmente comunicato il tipo di missile testato, ma il Global Times, giornale di proprietà del People's Daily che è un organo di stampa del Partito comunista cinese, ha indicato che si tratterebbe con ogni probabilità del nuovo JL-3.