C’è anche Nirmal Purja tra le dieci vittime della valanga che giovedì ha travolto una spedizione sul Broad Peak, una delle montagne più alte del Karakoram pakistano. Dopo ore di incertezza, la morte dello scalatore nepalese, conosciuto in tutto il mondo, è stata confermata dalla sua società, Elite Expeditions, e successivamente anche dal primo ministro del Nepal.

L’annuncio della morte di Nirmal Purja

A comunicare il decesso del celebre alpinista è stata Elite Expeditions, la società fondata dallo stesso Purja. “È con profonda tristezza e immenso dolore che confermiamo che Nirmal Purja ha tragicamente perso la vita”, si legge nella nota diffusa dal gruppo e rilanciata rapidamente dai media internazionali. Poco dopo è arrivata anche la conferma del premier nepalese Balendra Shah, che ha ricordato come tra le vittime della spedizione ci fossero sei cittadini nepalesi e quattro alpinisti stranieri. “La morte di sei alpinisti nepalesi e quattro stranieri, tra cui il detentore del record mondiale Nirmal Purja, nella catena del Karakoram, in Pakistan, ci ha profondamente colpiti”, ha dichiarato il primo ministro.

Secondo le ricostruzioni, la valanga si è staccata nella mattinata di giovedì mentre il gruppo stava affrontando un tratto della montagna compreso tra i 6.500 e i 7.000 metri di quota. Il Broad Peak, che raggiunge gli 8.047 metri, si trova nel nord-est del Pakistan, a ridosso del confine con la Cina. I dieci componenti della spedizione, guidata dallo stesso Purja, erano alpinisti di grande esperienza e di diverse nazionalità. Tra le vittime straniere figurano un cittadino americano, uno omanita e uno cinese. Dopo il distacco della valanga ogni contatto con il gruppo si è interrotto. Il giorno successivo le autorità pakistane avevano recuperato quattro corpi nell’area dell’incidente, mentre Purja risultava ancora disperso. Con il passare delle ore si sono ridotte le speranze di trovare superstiti e, secondo quanto riferito dal governo nepalese, si teme che nessuno dei dieci alpinisti sia sopravvissuto.