Una delle figure più importanti nella storia dell'alpinismo, Nirmal Purja, è scomparsa in seguito alla valanga sul Broad Peak, in Pakistan. L'incidente, in cui erano rimasti travolti dieci alpinisti, è accaduto sulla catena montuosa del Karakoram lo scorso 30 luglio. A dare la notizia della scomparsa di Purja, noto anche con il soprannome di "Nimsdai", è stata anche la sua società di alpinismo "Elite Exped". Nato il 25 luglio 1983 in Nepal, Purja aveva scalato in poco più di sei mesi le 14 cime più alte del mondo.Chi era Purja è cresciuto in una famiglia modesta. Suo padre era un soldato, mentre sua madre proveniva da una famiglia di agricoltori. Nonostante le difficoltà "Nimsdai" sviluppò fin da piccolo una grande qualità, suo tratto distintivo applicato alla vita: la determinazione. A 20 anni, nel 2003, si arruolò nella Brigata dei Gurkha, un'unità d'élite dell'esercito britannico. Qualche anno dopo, invece, raggiunse un traguardo molto importante diventando il primo soldato Gurkha a entrare nello Special Boat Service (SBS), una delle unità di forze speciali più elitarie del Regno Unito. Durante il servizio militare si specializzò in operazioni in climi freddi e in missioni ad alto rischio.L'impresa fra le montagne Sebbene "Nimsdai" abbia iniziato a praticare l'alpinismo relativamente tardi, si è rapidamente affermato come uno degli alpinisti d'alta quota più capaci al mondo. Scalò le sue prime vette di 8.000 metri, l'Annapurna I e il Dhaulagiri I, nel 2014 e successivamente raggiunse la vetta dell'Everest nel 2016. Due anni più tardi lasciò l'esercito per dedicarsi completamente all'alpinismo e perseguire obiettivi sempre più ambiziosi. Un'impresa su tutte, che molti esperti inizialmente consideravano impossibile, lo consacrò nell'Olimpo della scalata. Tra il 23 aprile 2019 e il 29 ottobre 2019, Purja riuscì a scalare le 14 vette più alte del mondo in soli 6 mesi e 6 giorni (189 giorni), stabilendo un nuovo record mondiale e ridefinendo ciò che si riteneva possibile nell'alpinismo.A conferma dei suoi straordinari gesti, Purja è stato anche il primo uomo a raggiungere la vetta dell'Everest, del Lhotse e del Makalu in 48 ore e, nel 2021, ha partecipato alla storica prima salita invernale del K2, l'ultimo ottomila mai scalato in inverno. Questi successi lo hanno consacrato come uno dei più grandi alpinisti della sua generazione e hanno ispirato milioni di persone in tutto il mondo.Il messaggio di Elite Exped Purja è stato fra i fondatori di "Elite Exped", società di alpinismo e avventura di alto livello specializzata in spedizioni guidate sulle vette più alte e impegnative del mondo. Sui social l'organizzazione ha annunciato la scomparsa del 43enne con queste parole: "È con immenso dolore che confermiamo che Nirmal "Nimsdai" Purja ha perso tragicamente la vita dopo la valanga sul Broad Peak. Il mondo ha perso uno dei suoi alpinisti migliori, un leader che ha ispirato milioni di persone con il suo coraggio, la sua umiltà e la sua fiducia nel potenziale umano. Più che i suoi straordinari successi, voleva mostrare al mondo intero cosa fosse possibile nel momento in cui si osa sognare in grande. Non sarai mai dimenticato".
Valanga sul Broad Peak in Pakistan, fra le vittime la leggenda dell'alpinismo Nirmal Purja
Purja aveva scalato in poco più di sei mesi le 14 cime più alte del mondo. La "Elite Exped" ha confermato sui social la sua morte










