I risultati di un nuovo studio presentato al National Astronomy Meeting (NAM) della Royal Astronomical Society suggeriscono che nella ricerca di segnali di intelligenza extraterrestre stiamo trascurando alcune frequenze radio.

La rete di radiotelescopio dell'ALMA, in CIle, le cui osservazioni sono state utilizzate per esplorare il potenziale delle frequenze radio più alte nella ricerca di segnali di intelligenza extraterrestre. Credit: ALMA/Alex Pérez

La ricerca di segnali alieni potrebbe dover cambiare direzione, o almeno concentrarsi anche su regioni dello spettro radio dove raramente vengono cercati segni di intelligenza extraterrestre. È quanto suggeriscono i risultati di un nuovo studio presentato al National Astronomy Meeting (NAM) 2026 della Royal Astronomical Society, secondo cui le frequenze radio più alte potrebbero nascondere segnali tecnologici provenienti da civiltà lontane. Secondo gli autori, questa porzione dello spettro potrebbe essere un prezioso campo di indagine oltre il cosiddetto “water hole”, la banda di frequenze su cui si basa la maggior parte dei progetti scientifici SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) per la ricerca dell’intelligenza extraterrestre.