Copertoni, lamiere, resti di elettrodomestici, scaldabagno, barattoli di vernice, pannoloni. Tutto insieme, tutto affastellato senza una logica che non sia l’incuria di chi, nel tempo, ha abbandonato in natura. E continua a farlo. Va così da anni in strada Pantaleo, al confine fra le aree di Sant’Anna e San Giorgio di Bari. Un ricettacolo di rifiuti che ormai arriva anche a lambire le abitazioni. E va così nonostante tutto sia già stato più volte segnalato tanto all’Amiuche alla Polizia locale.

Nulla è cambiato se non in peggio, specie negli ultimi mesi, fatta eccezione per alcune lastre di amianto recentemente rimosse. A pochi metri, le case. I residenti convivono con i miasmi, con i topi, talvolta con il fumo delle combustioni abusive che periodicamente si alza dal cumulo. “Abbiamo mandato decine di Pec, all'Amiu alla Polizia locale - racconta una residente – ma nessuno si affretta a prendere in carico una questione che è ormai diventata esasperante”. Assai diffusa fra i residenti è la sensazione che, senza videosorveglianza, niente potrà davvero cambiare.

La zona, priva di presidi fissi, resta di fatto un'area franca per chi continua a riversare rifiuti di ogni genere, complici l'assenza di controlli notturni e la facilità di accesso da strade secondarie. Nel frattempo sono stati gli stessi residenti a organizzarsi. Spontaneamente, a proprie spese e con i propri mezzi, alcuni di loro hanno dato vita nei mesi scorsi a giornate di pulizia autogestite. “Un gesto di responsabilità civica che, però, non può bastare”.