Domenica 2 agosto saranno cento anni dalla nascita del dottor Mario Bortolato in arte Bort, umorista che ha vissuto sessantacinque anni della sua lunga vita ad Alessandria, facendo di questa città il luogo simbolo della società italiana. I suoi disegni di abitudini, vizi e virtù di uomini e donne semplici hanno attinto ispirazione dalla sua «normale» quotidianità alessandrina di burocrate, padre, marito, genero, amico, uomo perfettamente inserito nella vita sociale cittadina, ma allo stesso tempo praticamente invisibile al grande pubblico nazionale, che – ignaro persino del luogo in cui abitasse – ha venerato questo gigante da lontano.
Artista del quotidiano Vivevo a Milano, frequentavo spesso Alessandria, ma non avevo mai sentito parlare di Mario Bortolato; eppure Bort lo conoscevo da sempre. Leggevo avidamente le strisce di Teo su «Il Monello» che mi comprava mio padre, cercavo le sue vignette sulla «Cucina Italiana» di mia madre e su «Famiglia Cristiana» di mia nonna. Papà, mamma, nonna: Bort è l’autore di vignette umoristiche più popolare del Novecento, ma soprattutto è stato, è, e sarà ancora a lungo, uno straordinario stimolatore di memorie. Guardare le vignette di Bort non è solo sorridere, apprezzare il tratto grafico, stupirsi di trovate inattese: è anche pensare ai tuoi cari che non ci sono più, all’adolescenza, alle ore passate facendo i cruciverba, alla tranquillità, alle vacanze. Insomma a momenti sereni. Guardare Bort oggi è ricordare.







