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È iniziata alle 7:50 di oggi l’installazione delle barriere galleggianti di contenimento al largo del molo del Tarajal, a Ceuta, per ostacolare l’accesso delle persone migranti che arrivano a nuoto, mentre la notte nella città autonoma spagnola in Marocco è trascorsa senza nuovi ingressi irregolari e senza incidenti di rilievo.
Secondo le fonti, l’elemento principale del dispositivo che si sta allestendo è una barriera pneumatica lunga 500 metri, con un’altezza fuori dall’acqua compresa tra 30 e 70 centimetri e una parte sommersa fino a un metro di profondità. La struttura è integrata da una prima linea di boe ancorate fornita dalla Marina militare spagnola. Tra le due installazioni è stato inoltre predisposto un canale che consentirà alle imbarcazioni della Guardia Civile di garantire continuamente la protezione della barriera pneumatica.
Gli abitanti, intanto, si sono organizzati in ogni quartiere e hanno eretto delle recinzioni per impedire il loro ingresso. Lo scrive il quotidiano di Madrid Abc, secondo cui i residenti sono scesi in piazza per “proteggere i quartieri dall’insicurezza”. In quasi ogni quartiere, per il reportage di Abc, si ripete la stessa scena: i residenti di Ceuta aspettano all’ingresso del loro quartiere, permettendo il passaggio solo ai residenti e alle autorità. “Ci mancano di rispetto, rubano, sono persino entrati nel mio appartamento per vedere se potevano prendere dei vestiti”, dice un residente a un’altra barricata. Ma ci tengono a sottolineare che “a Ceuta convivono diverse culture”, con le quali convivono pacificamente. “Non siamo razzisti”, dichiarano, irritati, perché affermano che diverse Ong li hanno accusati di esserlo.











