Il predatore dei Caraibi contro il killer dei pini: parte dalla Mostra d’Oltremare di Napoli, il primo esperimento al mondo di lotta biologica della coccinella originaria dell’America Latina (il Thalassa montezumae) contro la cocciniglia tartaruga. Cento esemplari di un coleottero esotico liberati nel cuore verde della città partenopea per fermare un’invasione che ha già decimato le pinete italiane.
NAPOLI – Una coccinella contro un killer invisibile per salvare il gigante verde. È questa la nuova frontiera della lotta biologica per difendere i pini italiani dall’assalto della cocciniglia tartaruga, il parassita che da oltre dieci anni sta lentamente divorando uno dei simboli più riconoscibili del paesaggio mediterraneo. Per la prima volta al mondo, a Napoli, nel cuore della Mostra d’Oltremare, si tenta una nuova strada: utilizzare il suo antagonista biologico, il Thalassa montezumae, un piccolo coleottero predatore originario dell’America Centrale. Cento esemplari sono stati liberati nel boschetto della struttura napoletana, scelto come laboratorio naturale per verificare sul campo se questo insetto sarà in grado di contenere la diffusione della cocciniglia e contribuire a ristabilire l’equilibrio degli ecosistemi colpiti.







