Tagli di nastri da una parte, medici e infermieri che ancora mancano dall’altra. È questo, secondo decine di sindaci arrivati da tutto il Lazio davanti al Consiglio regionale, il paradosso della sanità territoriale nella Regione guidata da Francesco Rocca. Martedì 29 luglio amministratori locali e opposizioni hanno manifestato alla Pisana con lo striscione “Difendiamo la sanità pubblica”, accusando la giunta di aver concentrato gli sforzi sul rispetto delle scadenze del Pnrr senza riuscire a rendere realmente operative le nuove Case della comunità. Il risultato, denunciano, è una rete di strutture inaugurate ma prive del personale necessario a offrire i servizi per cui sono state pensate, mentre le liste d’attesa continuano ad allungarsi. Le Case della comunità rappresentano uno dei pilastri della riforma della sanità territoriale finanziata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’obiettivo è portare cure e assistenza più vicino ai cittadini, alleggerendo la pressione sugli ospedali. Ma è proprio su questo punto che si concentra la protesta di sindaci e opposizioni: gli edifici sono stati realizzati, sostengono, ma senza medici, infermieri e operatori rischiano di rimanere soltanto contenitori vuoti.