Sulla questione del caro carburanti la Basilicata vive un paradosso a più facce, perché a fronte dei prezzi tra i più alti d’Italia, è regione che produce petrolio, ha la più bassa densità abitativa nazionale, quindi con grandi distanze da coprire per lavoro e spostamenti in genere, oltre alla rete meno capillare di distributori, che si traduce in ulteriori speculazioni da parte dei gestori.
Una situazione complessa, che espone le famiglie lucane a un ulteriore serio indebitamento. A denunciarlo è Michele Catalano di Federconsumatori Basilicata, fotografando con lucidità la situazione regionale dove i sovrapprezzi arriveranno fino a 538,70 euro annui a famiglia.
“In Basilicata -spiega Catalano- regione caratterizzata da una rete viaria complessa, da un’elevata dipendenza dal trasporto su gomma e da un pendolarismo strutturale verso i poli produttivi e amministrativi, questi sovrapprezzi pesano in modo ancora più grave su famiglie e imprese. Un problema nazionale che diventa emergenza strutturale. La Basilicata è regione interna con collegamenti ferroviari limitati e una mobilità quotidiana fortemente basata sull’auto privata. -rimarca Catalano- Questo significa che ogni aumento di carburante si traduce in un impatto più alto della media nazionale su pendolarismo regionale, con lavoratori che ogni giorno percorrono decine di chilometri verso Matera, Potenza, la Val d’Agri o il Metapontino; trasporto merci, perché in Basilicata oltre l’86% viaggia su gomma, con ricadute dirette sui prezzi al consumo; aree interne, dove i servizi essenziali sono spesso distanti e l’auto è indispensabile. In questo contesto, i rincari attuali assumono un carattere insostenibile”. Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori, rispetto ai valori giustificati da mercato e accise, i prezzi risultano superiori di 23 cent/litro per la benzina e 24,8 cent/litro per il gasolio. Gli aumenti generano un impatto economico annuo stimato in: +276 euro per chi utilizza un’auto a benzina; +238,10 euro per chi utilizza un’auto diesel; +262,70 euro in ricadute indirette legate al trasporto merci.






