Non sarebbe precipitata accidentalmente, ma spinta dal terrazzo dal compagno al culmine di una lite. Mohamed Trabelsi, 40 anni, è stato fermato per il femminicidio della 30enne Dafne Rebaudo, trovata morta ai piedi del palazzo dove viveva, nel quartiere di Tor Bella Monaca, a Roma. Gli approfondimenti sulle indagini, grazie alle testimonianze e alle immagini delle telecamere di videosorveglianza, hanno permesso di scartare l’ipotesi iniziale dell’incidente.

La morte di Dafne Rebaudo

Le indagini sul femminicidio a Tor Bella Monaca

Il fermo del compagno Mohamed Trabelsi

La morte di Dafne RebaudoDafne Rebaudo è morta il 13 luglio, quando il suo corpo senza vita è stato trovato sull’asfalto sotto uno degli stabili di edilizia popolare di via dell’Archeologia a Tor Bella Monaca, in una delle zone considerata tra le principali piazze di spaccio di Roma.Le prime ricostruzioni degli investigatori avevano fatto ipotizzare che la 30enne potesse essere precipitata nel vuoto o per togliersi la vita o per una causa accidentale e per giorni la vittima era rimasta ignota, perché non riconosciuta e senza documenti di identità.ANSALe indagini sul femminicidio a Tor Bella MonacaLa svolta nelle indagini della polizia del commissariato Casilino è arrivata con le testimonianze dei residenti del condominio dove Rebaudo viveva da qualche tempo, anche di alcuni pusher, che hanno raccontato dei violenti litigi con il compagno.Decisiva è stata l’analisi dei filmati delle videocamere della zona, che hanno immortalato la donna salire sul terrazzo della palazzina, seguita da Trabelsi: le stesse telecamere hanno poi immortalato l’uomo scendere le scale dopo la caduta della 30enne, con in mano la borsetta della vittima.Il fermo del compagno Mohamed TrabelsiNel pomeriggio di venerdì 31 luglio è scattato l’arresto di Mohamed Trabelsi, compagno di Rebaudo di nazionalità tunisina, noto alle forze dell’ordine per dei precedenti per droga e già sottoposto a obbligo di firma.