- Raccogliere l'eredità di Carlo Petrini e rafforzare una rete globale capace di affrontare le sfide del cambiamento climatico, della perdita di biodiversità e dei conflitti attraverso il cibo. È il messaggio del presidente internazionale di Slow Food, Edward Mukiibi, in vista del congresso che quest'anno si chiama Assemblea dei partecipanti, a Torino, la prima occasione di riunione mondiale dopo la scomparsa del fondatore.
"Questo è il momento più importante in cui riuniamo la nostra rete internazionale. Avremo circa 1.500 delegati provenienti da 120 Paesi - afferma Mukiibi in un incontro a Roma all'ANSA - che porteranno esperienze e progetti concreti: dalla tutela della biodiversità al risparmio delle risorse nelle attività agricole, fino alle strategie per affrontare la siccità. Il nostro obiettivo è dare visibilità a questa rete e mostrare ciò che sta realmente accadendo nelle diverse parti del mondo". Per il presidente internazionale di Slow Food, agronomo, educatore, sostenitore dell'agroecologia e cresciuto in una famiglia di agricoltori nell'Uganda centrale, il cuore dell'evento è il confronto tra culture alimentari diverse. "Vogliamo che le persone comprendano che non siamo differenti, ma semplicemente diversi. È il momento per incontrarsi, dialogare e condividere conoscenze, mettendo in comune le soluzioni ai problemi che colpiscono territori lontani tra loro. Una comunità che affronta la crisi idrica in Africa può offrire risposte utili a chi vive situazioni analoghe in Asia, e viceversa", dice Mukiibi candidato alla presidenza nelle elezioni di settembre.






