Marco Lombardo, senatore di Azione: niente invito alla Festa de l’Unità per il leader Carlo Calenda. Che ne pensa? "Credo che la scelta non dipenda da una presunta incoerenza di Azione, ma dalla paura del confronto e dalla consapevolezza che c’è il serio rischio, con Lepore candidato, di perdere".

Quando era nel Pd, lei si è occupato anche della kermesse. "Le Feste de l’Unità sono sempre stati luoghi aperti, dove si discuteva con chi la pensa diversamente. Oggi si preferisce costruire uno spazio dove si invita solo chi è d’accordo. Lo considero un impoverimento del dibattito pubblico: non è più una festa aperta alla città, ma il raduno dei sostenitori del Pd".

Rispetto all’ipotesi di una candidatura di Elisabetta Gualmini contro Lepore, il Pd ha parlato appunto di "incoerenza". "Discorso prematuro visto che non abbiamo una data delle elezioni, ma lasciamo perdere la coerenza. Noi di Azione siamo gli unici ad aver detto che non andremo né con il campo largo né con il centrodestra: il primo deve decidere chi sarà il leader, se Schlein o Conte, e se dentro ci saranno pure Grillo e Di Battista; il secondo deve capire se imbarcare o no Vannacci per raggiungere il premio di maggioranza con la nuova legge elettorale. Insomma, che si venga a parlare di incoerenza a noi, lo trovo assurdo. E vorrei anche precisare una cosa...".