«La città sta andando indietro di 35 anni». È una foto in bianco e nero quella che scatta Nicolò Marino, sostituto procuratore generale di Catania.

Sguardo da cittadino con gli occhi da magistrato.

Marino ha la sensazione di trovarsi in una sorta di déjà-vu.

O forse all’interno di una macchina del tempo.

«Negli anni Novanta io e i miei colleghi guardavamo quello che ci circondava, non aspettavamo la notitia criminis, era la nostra politica di pool antimafia prima e di direzione antimafia poi.