Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud
È stata una lunga giornata a Palazzo di giustizia quella di ieri. Segnata dalla frenetica attività d’indagine dei carabinieri e da una riunione fiume nell’ufficio al primo piano di Palazzo Piacentini del procuratore Antonio D’Amato, che s’è conclusa solo nel tardo pomeriggio. E con lui c’erano l’aggiunto Marco Colamonici e le sostitute Anita Siliotti, la pm di turno che alle quattro del pomeriggio di giovedì è arrivata sul posto insieme al capo dell’ufficio pochi minuti dopo la tragedia di Pistunina, e Antonietta Ardizzone.I magistrati stanno mettendo a punto i “parametri” su cui muoversi per accertare le cause che hanno provocato il collasso strutturale della palazzina della zona sud. Ma non soltanto questo. Ci sono tanti altri aspetti da considerare. A cominciare dai “lavori” che a quanto pare erano in corso al piano terra, visto che due operai che si trovavano lì al momento del crollo sono riusciti a mettersi in salvo, ma sono rimasti feriti in maniera non grave.
E già l’inchiesta, il fascicolo è ancora contro ignoti, registra un primo cambiamento obbligato: al reato di disastro colposo si è aggiunto quello di omicidio colposo, dopo il ritrovamento da parte dei vigili del fuoco tra le macerie del corpo senza vita dell’imprenditore 71enne Carmelo Leone, che abitava con gli altri familiari all’ultimo piano della palazzina.Il pool di magistrati ieri ha attivato per l’inchiesta il protocollo Spresal, quello legato alle procedure per gli ambienti di lavoro, che prevede tutta una serie di accertamenti supplementari rispetto alle indagini tradizionali. Anche a Messina è infatti operativo uno specifico protocollo tra l’Asp, la Procura, l’Inail e lo Spresal, il Servizio prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro. E molto presto verranno affidate una serie di consulenze tecniche per analizzare la vicenda e le documentazioni amministrative che sono in corso di acquisizione.













