di Lorena Cellini

Non si sgonfia il caso Andrea Ruffini e travolge FdI, con l’opposizione che chiede le dimissioni del consigliere comunale e dell’assessore Roberto Pantella. Entrambi sono sotto attacco sulla gestione del bando regionale per il Centro commerciale naturale, da parte del centro sinistra che parla apertamente di "marchetta per gli amici" riferendosi al progetto deliberato dalla giunta; un accordo tra tre sole attività commerciali, tra cui quella di Ruffini (chalet Antonio) e su cui è stata presentata un’interrogazione consiliare a richiesta di chiarimenti. Nel mirino anche l’assessore al commercio Pantella, che ha preso le distanze da tutto "ma l’unica soluzione ora sono le dimissioni" incalza scalza la minoranza per la quale "pure Ruffini, che risulterebbe comunque incompatibile se venisse approvato il progetto, farebbe bene a lasciare fin da subito il ruolo da consigliere e capogruppo per evidente incompatibilità etica. Ancora una volta ad andare di mezzo alle mance e mancette elargite da questa amministrazione è il bene pubblico. In questo caso, del centro città e delle sue attività che avrebbero potuto dotarsi di attrezzature e servizi a vantaggio di tutti". Ruffini però si difende e afferma che nel suo caso "non c’è stata alcuna scelta commerciale ordinaria, ma una drammatica necessità. A gennaio del 2025 il mio chalet è stato devastato da un incendio doloso. Per poter ripartire ho dovuto affrontare spese altissime e impreviste, anticipate di tasca mia, e sono ancora in attesa dei tempi lunghi dell’assicurazione. Trovo spiacevole che l’accesso a un bando pubblico, il quale coprirà forse meno del 5% dei danni reali subiti, venga oggi strumentalizzato". Chiarisce di essersi mosso dopo aver "interpellato il Segretario comunale, che ha confermato la totale assenza di incompatibilità, trattandosi di una misura di derivazione ed emanazione regionale. La pratica ha poi seguito il normale iter tecnico e la delibera è stata approvata in giunta". Parole a cui reagisce duramente Alberto Feliziani (FdI): "in sostanza dice che chiede di intercettare fondi regionali per coprire i danni del suo chalet. Da giurista mi sono fatto una risata, da politico ritengo abbia fatto un autogol immenso. Rilevo inoltre che non c’è nemmeno timore a raccontare che intercettare fondi pubblici con una pratica durata tre giorni, rispetto ai mesi di altre pratiche, sia un fatto normale per un consigliere comunale".