Alessandro Gentilucci, presidente della Provincia (foto Calavita)Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciDai malumori – prima dell’elezione a presidente della Provincia – tra chi nel centrodestra non aveva digerito il suo nome, fino ad arrivare alle ultime dichiarazioni del vice Luca Buldorini, passando per l’individuazione del sito della discarica. L’inizio mandato di Alessandro Gentilucci è stato movimentato. Una gestione "accentratrice" che ha generato delle reazioni tra i politici, a partire dalla convocazione dei dirigenti della Provincia, per il primo incontro, nel container del municipio di Pieve Torina anziché nella naturale sede dell’amministrazione.

"Gentilucci non può pensare di governare la Provincia alla pari di un Comune come Pieve Torina. La Provincia è un organo collegiale e comprende tutto il territorio. Se questo è il metodo, a settembre che senso ha rinnovare il consiglio provinciale? Non può esserci una persona sola al comando", è stata l’accusa di Buldorini.

Ma cosa ne pensano i rappresentanti del centrodestra? "Con la riforma delle province (legge Delrio) è stata abolita la giunta provinciale, le cui funzioni sono passate al presidente (sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici e all’esecuzione degli atti) e all’assemblea dei sindaci (un organo consultivo e propositivo) – afferma Massimo Belvederesi, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia –. Pertanto il consigliere, in questo caso vicepresidente, quindi uomo di fiducia del presidente poteva chiamarlo e consultarsi come fanno gli altri consiglieri. La situazione poteva e può essere affrontata e discussa di persona anziché andare sul giornale. Il confronto diretto è sempre auspicabile e costruttivo".