Una mattinata di ordinaria amministrazione si è trasformata in un incubo. Giovedì nella sede centrale di Poste Italiane di piazza Fratelli Rosselli, una discussione è degenerata in una violenta aggressione ai danni di una dipendente. L’episodio, avvenuto sotto gli occhi attoniti di numerosi clienti, ha richiesto l’intervento immediato dei soccorsi e dei Carabinieri, riaprendo con urgenza il dibattito sulla sicurezza all’interno degli uffici pubblici della città. Una cliente trans, arrivata allo sportello, ha trovato un altro utente in fase di servizio. Invitata a pazientare, ha iniziato a protestare con veemenza. La tensione è salita vertiginosamente quando un impiegato, parlando con lei, ha utilizzato il genere maschile. La donna ha reagito rivendicando la propria identità di genere in modo plateale, arrivando a mostrare il seno ai presenti e urlando di essere una donna, in un crescendo di scompiglio che ha coinvolto l’intero ufficio. La situazione è precipitata quando alcuni presenti hanno iniziato a riprendere la scena. Tra loro, una dipendente delle Poste che filmava con lo smartphone. Accortasi di essere ripresa, la trans ha afferrato la lavoratrice per i capelli, scaraventandola violentemente a terra. L’impatto con il pavimento ha causato alla vittima un trauma cranico e un’incrinatura all’anca sinistra. Il personale del 118 ha trasportato la donna in ospedale, dove le è stata diagnosticata una prognosi di dieci giorni. Poste Italiane ha presentato formale querela alle autorità. Non è la prima aggressione in questa sede: la nota criticità aveva già spinto l’azienda a chiedere controlli rafforzati nell’area, una richiesta che oggi, dopo questo grave fatto di cronaca, torna prepotentemente al centro dell’attenzione.