C’è un equivoco che rischia di trasformare una garanzia costituzionale in un indizio di colpevolezza. Al Senato americano, Anthony Fauci, ex direttore dell’Istituto governativo per le malattie infettive, ha invocato per oltre cento volte il Quinto emendamento, rifiutandosi di rispondere alle domande della Commissione presieduta dal senatore Rand Paul. Per molti, quel silenzio equivale a una confessione. Una conclusione intuitiva, ma è proprio ciò che il diritto americano cerca di impedire. Il Quinto emendamento non è un cavillo. E’ una garanzia costituzionale che, secondo la giurisprudenza statunitense, non costituisce prova né di colpevolezza né di innocenza.Il contesto dell’audizione aiuta a capire la strategia difensiva. Più che un controllo parlamentare, il confronto ha assunto i toni di un processo politico. In un clima tanto polarizzato, ogni risposta avrebbe potuto alimentare nuove contestazioni, anche sul piano giudiziario. Il perdono preventivo concesso da Joe Biden non mette al riparo da eventuali contestazioni legate a nuove dichiarazioni rese sotto giuramento. Numerosi esperti di diritto statunitense hanno interpretato la scelta di Fauci come una strategia prudente, non come un’ammissione di responsabilità. Vale la pena ricordare un precedente che oggi molti dimenticano. Nell’agosto 2022 Donald Trump, ascoltato dal procuratore generale di New York, si appellò al Quinto emendamento per circa 450 volte. Allora fu lui stesso a spiegare che, in un sistema giudiziario percepito come ostile, avvalersi di una garanzia costituzionale era la scelta più prudente. Si possono criticare Fauci, le sue decisioni durante la pandemia o la sua strategia comunicativa. Ma se il diritto al silenzio diventa, di per sé, una prova di colpevolezza, allora il problema non riguarda più Fauci. Riguarda lo stato di diritto. La cultura del sospetto vive di scorciatoie. La cultura del diritto impone di distinguere le accuse dalle prove e le garanzie costituzionali dalle confessioni. Una distinzione che vale per Fauci, per Trump, come per chiunque.