Già alle 8,30 di stamane nella sala SD-342 del Dirksen Senate Office Building, non c’era l’atmosfera di un’audizione tecnica. C’era piuttosto il clima di un processo politico senza sentenza. Seduto davanti alla Commissione Homeland Security and Governmental Affairs del Senato, Anthony Fauci, per decenni volto della salute pubblica americana, ha scelto di non rispondere. Si è avvalso del Quinto Emendamento, il diritto costituzionale a non auto-incriminarsi. Una decisione che, da sola, ha rimesso in moto tutto: il sospetto, la propaganda, il risentimento accumulato negli anni della pandemia, ma anche il bisogno – ancora insoddisfatto – di distinguere i fatti dalle accuse.
Il gesto di Fauci ha avuto un impatto immediato perché tocca un nervo ancora scoperto della vita pubblica americana. Da un lato, i suoi avversari lo presentano come la prova che l’ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases abbia qualcosa da nascondere. Dall’altro, i suoi difensori leggono quella scelta come una misura di autotutela in un contesto apertamente ostile, dopo anni di attacchi politici e minacce di incriminazione. In apertura di seduta, lo stesso Fauci ha accusato il presidente della commissione, il senatore repubblicano Rand Paul, di avere una “ossessione evidente” per la sua persecuzione giudiziaria.










