"Ancora una volta sono i lavoratori degli appalti a pagare le conseguenze peggiori di grandi imprese che da un lato non disdegnano spese faraoniche, come il caso del rinnovo del contratto da parte di Ducati di 12 milioni di euro al pilota Marquez, per cui si trovano facilmente le risorse senza battere ciglio, dall’altro si disinteressano delle condizioni lavorative dei dipendenti che prestano servizio nei loro appalti, calpestando, come avviene ormai in maniera sempre più frequente anche nel territorio di Bologna, il principio della responsabilità sociale dell’impresa, lasciando i lavoratori senza salario aziendale e mettendoli in cassa integrazione". Questa la premessa che ha portato la lista Usb Lavoro Privato a proclamare due ore di sciopero nei capannoni della Bcube Appalto Ducati Comparto 2 di Crespellano-Valsamoggia, che si occupa in appalto di assemblaggio, manutenzione e spedizione delle moto prodotte da Ducati. Il personale ha incrociato le braccia nelle ultime due ore del turno di ieri. Obiettivo dello sciopero rimettere al centro dell’iniziativa sindacale il salario e i diritti di chi contribuisce in maniera determinante ad aumentare la ricchezza delle grandi filiere produttive come quella della Ducati. "Avevamo aperto una trattativa con direzione di Bcube – si legge in una nota del sindacato – per riconoscere ai lavoratori del Comparto 2 un premio di risultato, così come concordato con la precedente Rsu. Il 24 luglio scorso l’azienda aveva confermato in un primo momento la disponibilità a mantenere gli impegni presi, sebbene con una proposta insufficiente. Qualche giorno fa ha cambiato idea rimandando la trattativa a settembre, quando ci troveremo ad affrontare una discussione complicata sullo stato dell’appalto, dovute alla situazione produttiva del committente Ducati".