HomePratoCronaca"Serve diga contro la peste suina". Le misure per frenare il contagioCon un "summit" in Provincia, Calamai ha riunito i Comuni, l’Asl, la Regione e le associazioni del settoreUn animale morto per la peste suinaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"Facciamo diga insieme contro la peste suina". È quanto ha ribadito il presidente della Provincia, Simone Calamai, sottolineando: "Evitare che il territorio passi a livelli di restrizione superiori e mantenere lo stato attuale (Zona di Restrizione 1) è l’obiettivo primario di tutti i sindaci, informando i cittadini della diffusione della malattia. Se nel bosco si trova la carcassa di un animale morto – aggiunge – Calamai – occorre avvertire subito le autorità competenti. Serve una comunicazione omogenea a livello regionale".

Dal 21 luglio 2026, infatti, i Comuni della provincia di Prato (Prato, Montemurlo, Vaiano, Vernio e Cantagallo) sono in Zona di restrizione 1 (R1) per la peste suina africana. Questa classificazione, decisa in via preventiva dopo i contagi nel pistoiese, comporta lo stop alla caccia al cinghiale e rigide norme di sicurezza. Per fare chiarezza sulla situazione in atto e programmare i prossimi passi per evitare la diffusione del virus – che colpisce cinghiali e maiali ma non si trasmette all’uomo – il presidente Calamai, con il supporto della polizia provinciale e del suo comandante Michele Pellegrini, ha promosso una riunione operativa, a cui hanno partecipato i rappresentanti dei Comuni coinvolti, i veterinari della Asl Toscana Centro, i funzionari della Regione, le associazioni di agricoltori, allevatori e cacciatori.