HomeCronacaUn calvario lungo un annoLa malattia affrontata con dignità. Ultima gioia a San Siro da tedoforo. .La malattia affrontata con dignità. Ultima gioia a San Siro da tedoforo. .Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciSe ne va in punta di piedi Franco Baresi, come nel suo stile. L’icona di un club, il pilastro di una squadra, l’idolo di una tifoseria, l’unico giocatore per il quale la società rossonera aveva ritirato il numero di maglia, la mitica numero 6. Ha perso la sua ultima partita dopo aver combattuto con coraggio. Lui stesso il 3 agosto 2025 parlò dei problemi di salute ai supporter del Diavolo: "Mi ci vorrà un po’ di tempo per rimettermi in forma". Era l’inizio del calvario.

Qualche giorno prima la società aveva spiegato che al Capitano (e vice-presidente onorario del Milan) era stata riscontrata la presenza di una nodulazione polmonare, per la quale si era deciso di procedere con l’asportazione mediante intervento chirurgico con tecnica mini-invasiva. Da allora Baresi ha cercato di mandare in fuorigioco la malattia con grande dignità, seguendo la via della discrezione, percorsa in tutta la carriera. Solo in autunno decise di interrompere il silenzio postando sui social una foto che lo ritraeva sorridente mentre salutava, con una bandiera rossonera alle spalle. Didascalia semplice ma efficace, "Viva la vita". Quel messaggio del 22 novembre raccolse migliaia di commenti, compresi quelli di Paolo Maldini e Javier Zanetti. E una meravigliosa ondata di affetto fra i tifosi perché dopo tre mesi e mezzo Baresi si era rivisto in sede. Deciso a combattere l’ennesima battaglia.