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A luglio l'inflazione in Italia è rallentata passando dal 3% al 2,8%, soprattutto grazie alla frenata dei prezzi degli alimentari non lavorati e degli energetici non regolamentati, secondo le stime preliminari dell'Istat. L'inflazione di fondo, che esclude energetici e alimentari freschi, è rimasta stabile all'1,6%, mentre quella al netto dei soli beni energetici è scesa dall'1,9% all'1,8%. Restano invece invariati su base annua i prezzi dei beni del carrello della spesa.

Nell'Eurozona, invece, i dati preliminari Eurostat hanno evidenziato una lieve risalita dell'indice dei prezzi al consumo dal 2,8% al 2,9%. Un andamento che, come spiegano gli analisti di Ing, conferma come «l'inflazione continui a essere sottoposta a pressioni al rialzo».

Per il Ftse Mib il mese si è chiuso con un leggero rialzo dello 0,13% a 52.172 punti, performance scandita degli acquisti su Amplifon (+8,2%), Diasorin (+4,2%) e Brunello Cucinelli (+3,6%). Hanno terminato in calo Snam (-2,3%), Stellantis (-1,8%), Italgas (-1,6%) e Campari (-1,5%). Spread Btp/Bund a 82 punti, col rendimento del decennale al 4,03%.

A luglio il principale indice milanese ha messo a segno un progresso del 2% con Fincantieri (+37,3%) e Amplifon (+30%) sul podio. Maglie nere StMicroelectronics (-30%) e Prysmian (-18%).