Milano, 1 agosto 2026 – “Sto bene, ma non posso ancora muovere il braccio. La ferita è profonda, i medici mi hanno spiegato che sono vivo per miracolo: la lama era curva e per un pelo non mi ha preso il polmone”.
Subash è a casa con la spalla fasciata. È lui il portinaio-eroe di via Menotti 19 che martedì pomeriggio si è preso una coltellata per aver difeso una donna dalle molestie del trentaduenne romeno Marcel Marian B., arrestato un’ora dopo dai Falchi della Squadra mobile in corso Buenos Aires con la lama a serramanico ancora sporca di sangue.
Il cinquantaduenne originario dello Sri Lanka è stato dimesso con una prognosi di dieci giorni: “Ho moglie e due figli nel mio Paese, che ho lasciato nel 1994 per venire in Italia – racconta al Giorno –. Mi stanno chiamando in tanti, molto preoccupati, in particolare mia madre, ma per fortuna mi riprenderò presto”.
Subash, torniamo a quel pomeriggio. Ci racconti quello che è successo.
“Ero in piedi vicino all’ingresso dello stabile in cui lavoro dal 2007. A un certo punto, ho visto arrivare una donna che conosco bene: accanto a lei c’era un tipo strano. Appena si è avvicinata, lei mi ha fatto un cenno con gli occhi, come per chiedermi aiuto, e io ho capito subito che quell’uomo la stava importunando e che aveva bisogno di una mano”.







