VALERY SHARIFULIN VIA GETTY IMAGES
ALMATY, KAZAKHSTAN - JANUARY 6, 2022: Security forces are used in a counterterrorism operation to stop mass unrest. Protests were sparked by rising fuel prices in the towns of Zhanaozen and Aktau in western Kazakhstan on 2 January and spread rapidly across the country. Following a meeting between a government commission and protesters, the price for liquefied petroleum gas went down from $0.27 to $0.11. On 5 January, President Tokayev dismissed the cabinet and declared a 2 week state of emergency in the Mangistau and Almaty regions, as well as in the cities of Almaty and Nur-Sultan. Valery Sharifulin/TASS (Photo by Valery Sharifulin\TASS via Getty Images)
Molti non hanno probabilmente mai sentito nominare il Kazakistan e ancora di più non lo saprebbero collocare sulla cartina geografica. Eppure, è il nono paese più esteso del mondo: ha un territorio vasto quanto tutta l’Europa occidentale, anche se vi abitano solo circa 19 milioni di persone. È inoltre il luogo di transito più importante del progetto cinese Belt and Road Initiative e delle rotte energetiche che collegano l’Asia all’Europa. Ha anche straordinarie risorse naturali proprie: i più grandi giacimenti di uranio, di gas naturale e le maggiori risorse petrolifere del mondo. La piccola popolazione è relativamente prospera, rispetto ai paesi confinanti, ma, il loro reddito nazionale e il loro benessere non sono affatto corrispondenti all’effettiva ricchezza del paese e questo è fonte di grande malcontento, che si è tradotto in un sensibile aumento delle proteste dal 2018, sempre tenute sotto controllo però da un governo autoritario.






