«Ringrazio Dio e padre Pio. Sono a casa mia». Poi le lacrime e un altro sussurro: «Ma sono caduto? Cosa e successo? Non ricordo nulla». Sono state le prime parole di Francesco Longino, il 69enne di Grumo Nevano appena tornato a casa, dopo le dimissioni dal reparto di rianimazione dell’ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore. A fare da « traduttore» al papà il figlio Giuseppe, visto che il 69enne ancora non riesce a parlare con fluidità, per le decine di punti applicati all’interno della guancia destra, delle labbra e della ferita causata dalla perdita di alcuni denti. Pochissime parole, sussurrate che gli saranno costate anche uno sforzo notevole. Tant’è che Francesco Longino, dopo un lungo respiro liberatorio, accompagnato dai sedativi, si riconsegna al quel sonno terapeutico e salvifico che tanto ha contribuito a questo primo passo di un lungo e complicato percorso verso la completa guarigione.
Le cure Quei bisbigli strascicati sono un miracolo per Giuseppe, che non lascia un istante il capezzale del papà e la discreta sorveglianza a mamma Anna. Povera donna, precipitata in un incubo terrificante, tanto che di lacrime e forze orami non ne ha più. «Ora mamma sta riposando – dice Giuseppe e con un sorriso aggiunge – ma solo quando è riuscita a far mangiare un po’ di pastina a mio padre». Un gesto affettuoso, che ha il sapore dell’amore antico, catartico, che allontana per qualche istante la paura sulle condizioni di Francesco. «I medici – continua Giuseppe – ci hanno raccomandato di seguire bene la terapia, e anche di provare a svegliarlo con più frequenza. Speriamo che tutto vada bene, con la mano santa di Padre Pio». L’ok dei medici, è arrivato non senza sorpresa a metà mattina, dopo che il gruppo multidisciplinare dell’ospedale di Pozzuoli, in seguito ai risultati di ben tre Tac, effettuate nel San Giovanni di Dio, dopo il consulto hanno per le dimissioni. Gran parte dell’emorragia era stata assorbita, mentre le altre piccole tracce, «striature», pure presenti andranno via in pochi giorni. Chissà se davvero Francesco Longino, è stato miracolato. Di certo i medici dell’ospedale di Frattamaggiore hanno fatto un lavoro eccezionale, strappandolo alla morte lenta ma certa. E non è una esagerazione. Basta guardare il volto del 69enne, ancora ridotto a una maschera di ecchimosi e spaventosi ematomi, compresi quelli che non gli consentono ancora di sollevare le palpebre gonfie per i colpi ricevuti e che ora girano sul colore delle ciliegie rosso scuro, per rendersi conto che questo piccolo eroe, ha rischiato di morire per far da paciere. Ad accogliere fuori dall’ospedale Francesco Longino, il deputato di Avs, Francesco Emilio Borrelli, che in una diretta sulla sua pagina social ha così commentato: «Franco è stato dimesso e torna a casa ma le sue condizioni ovviamente non sono ottimali. Ora dovrà affrontare un lungo percorso per la riabilitazione». E poi dopo aver ringraziato e complimentato i sanitari dell’ospedale ha concluso: «A me è sembrato che le scuse arrivate ieri tramite l'avvocato siano state più un atto dovuto rispetto all'indignazione popolare che una cosa sentita. Per questo lancio un appello: andate a trovare il signor Franco e chiedetegli scusa con tutto il cuore». L’inchiesta Sul versante giudiziario, dopo la conferma della permanenza in carcere per il 18enne, destinatario ora di un’ordinanza di custodia cautelare per tentano omicidio, disposta al gip al termine dell’udienza di convalida, l’avvocato Giovanni Giordano, difensore dell’imputato, sta valutando il ricorso al Tribunale del Riesame, anche in sessione estiva. «La notizie dalle dimissioni di Francesco Longini, ci ha fatto tirare un sospiro di sollievo, e tranquillizzato non poco il mio assistito, che si è reso conto della portata del suo gesto, scaturito in un particolare momento di stress. Domani (oggi per chi legge ndr) incontrerò il mio assistito per studiare la strategia migliore e cercare di risolvere questa brutta vicenda».










