Seconda notte all'aperto per gli abitanti di Spin Time Lab dopo l'evacuazione seguita al principio d'incendio. Gualtieri apre all'acquisto dell'immobile, mentre Rocca si preoccupa per i costi
Si preannuncia un’altra nottata difficile, la seconda dopo il principio di incendio che mercoledì 29 luglio aveva portato le forze dell’ordine ad evacuare l’intero stabile occupato di Spin Time Lab, nel quartiere Esquilino a Roma, senza più consentire agli abitanti di rientrare. Per le strade affollate che circondano l’edificio da ieri, gli abitanti dormono su brandine e materassini gonfiabili, mentre attendono di sapere cosa ne sarà di loro e della loro casa. Alle 13 di oggi si è tenuta una conferenza alla quale hanno preso parte anche figure dal mondo politico, per portare il loro sostegno.
Il presidio permanente fuori da Spin Time Lab
Il presidio permanente, come lo hanno definito gli organizzatori, fuori da Spin Time, continua. Là dove prima abitavano circa 450 persone, continuano a rimanerne in centinaia lungo le strade. Non vogliono andarsene, anche perché non sanno “dove” andare. «Hanno montato un palco per la musica, ci sono molte attività per i bambini, abbiamo montato anche dei tendoni per rimanere all’ombra. Combattiamo con tutte le forze e l’amore che abbiamo, senza alcuna violenza», racconta a Open un’attivista di Scomodo, noto progetto editoriale e centro culturale indipendente romano, gestito da giovani under 30. Attesi anche pannelli solari, per poter fronteggiare la mancanza di elettricità, anche perché ieri «invece sono andati avanti solo con un piccolo generatore». «Quello che serve sono ventilatori, acqua a profusione», fa sapere, nel caso qualcuno volesse rendersi utile.










