I timori dello Spin Time Labs sono diventati realtà: nella serata di giovedì 30 luglio, l’immobile è stato posto sotto sequestro giudiziario. Dopo l’incendio divampato nella notte tra il 29 e il 30, alle persone evacuate non è stato più permesso di rientrare nello stabile presidiato all’esterno dalla polizia, se non uno alla volta e scortati dalle forze dell’ordine per recuperare i beni di prima necessità. Nel frattempo, una folla è accorsa a supporto degli attivisti, che sin dal primo momento hanno temuto lo sgombero e hanno annunciato un presidio permanente davanti all’edificio. “Davanti a Spin Time abbiamo passato la seconda notte in strada. Due notti in cui famiglie con bambini, anziani, persone fragili hanno dormito su una brandina o sul marciapiede, mentre la loro casa resta sigillata dietro un cancello presidiato dalle forze dell’ordine”, spiegano i residenti. “La basilica di Santa Croce in Gerusalemme ha aperto le proprie porte alle persone più fragili, insieme al Polo Civico Esquilino e al Centro anziani del quartiere. Intanto centinaia di persone hanno scelto di trascorrere qui la notte, per non lasciare da soli gli abitanti e portare il necessario per sopravvivere. Quello che non possiamo fare da soli è aprire un cancello che altri hanno chiuso. Per questo restiamo in presidio permanente. Per questo chiediamo alla politica di occuparsene e di continuare a mantenere l’attenzione su questa emergenza“, continuano.
Spin Time Labs sequestrato: "Noi da qui non ce ne andiamo"
Dopo l'incendio, 400 sfollati tra cui 90 minori dormono in strada. Gli occupanti resistono e chiedono il dissequestro.











