Le banche italiane hanno mostrato solidità in termini di capitale e liquidità negli stress test del Fmi, nei quali sono emerse vulnerabilità solo in pochi e piccoli istituti di credito (Lsi o Less Significant Institutions).

«Il sistema finanziario italiano mostra una forte resilienza a shock gravi», ha rilevato il Fondo Monetario Internazionale, aggiungendo che «le principali vulnerabilità derivano dal nesso tra debito sovrano e settore bancario, rafforzato da estese garanzie pubbliche.

Ulteriori sfide includono la sostenibilità del modello di business di alcune Lsi, le procedure di insolvenza ancora lente e i crescenti rischi climatici e informatici».

Per il Fmi i progressi compiuti nell’attuazione delle raccomandazioni del 2020 sono stati «significativi» e le autorità italiane hanno dimostrato «una forte capacità istituzionale, anche nel monitoraggio dei rischi chiave».

Lo stress test del Fondo Nel dettaglio lo stress test del Fmi ha coinvolto 31 banche italiane, che pesano per il 98% del settore: 12 banche grandi (Si), due istituti di gruppi stranieri e 17 banche medio-piccole.