L’Italia entra in Pax Silica. Significa che, dopo la firma di oggi a Brindisi, Roma coordinerà con Washington e con il blocco dei membri aderenti all’iniziativa (compresa l’Unione europea) il futuro comune sulla filiera del valore dell’intelligenza artificiale

È fatta: è stata firmata questa mattina a Brindisi la Pax Silica Declaration: l’Italia entra formalmente nell’architettura di alleanze tecnologiche a guida statunitense su semiconduttori, intelligenza artificiale e minerali critici.

“L’Italia ha fatto la cosa giusta ad aderire a Pax Silica. In un momento in cui altre capitali stanno ancora proteggendo tra Washington e Pechino, sperando di preservare i legami commerciali con la Cina evitando il costo della scelta, l’adesione di Roma, dopo il suo ingresso nella coalizione di sicurezza 6G e la partecipazione del ministro Tajani al Critical Minerals Summit, segnala che non intende giocare a quel gioco“, commenta Valbona Zeneli, esperta di dinamiche transatlantiche dell’Atlantic Council e senior advisor di Decode39. “Questa decisione si inserisce in una linea di condotta che vede Roma posizionarsi in anticipo, anziché attendere che il nuovo assetto internazionale si definisca completamente, scommettendo sulla direzione effettiva degli equilibri di potere piuttosto che mantenere indefinitamente aperte tutte le opzioni”.